Caro diario,
non so davvero dove trovo la forza di scriverti. Dopo l'irrimediabile gaffe che ho avuto il piacere di raccontarti...sono seguiti giorni di digiuno ed insonnia. Come posso io, la brillante, geniale, stupenda Flora Weasel, farmi abbindolare a questa maniera? E' inaccettabile, ecco quello che è! Inaccettabile.
Ad indorare la pillola tra l'altro, ci si mette anche tutta la mia famiglia al completo, che non manca mai di farmi sentire sempre peggio.
'Flora cara, è davvero simpatico quel Ted che lavora con te al giornale, perché non lo inviti un po' a casa da te?,' insinua mia madre con fare da marpiona-combina-matrimoni, una specie fortunatamente in via di estinzione, ma di cui mia madre fa ancora parte;
'Bravo giovanotto quel Ted, abbiamo parlato dei problemi qui alla vallata sai? Ha un mucchio di idee interessanti. L'ho incontrato proprio ieri al circolo del nuoto, si, al fiume...,' prosegue mio padre. Non ho mai capito perché si ostina a frequentare quel circolo quando lui è terrorizzato dall'acqua. Ricordo che una volta, si buttò per recuperare una castagna..., è un'immagine talmente vivida nella mia mente, come se fosse successo ieri. Appena mossi due passi oltre la riva, cominciò a sbraitare ingoiando acqua e schizzando tutti. Solo quando uno scoiattolo giunse in suo aiuto, potemmo vedere che ci toccava benissimo. Zia dal canto suo, mi aiuta ogni santo giorno quando passo sotto casa sua...
'Flora? Floraaaa? Ma dico sei sorda o un gatto ti ha mangiato le orecchie? Vammi a chiamare Ted che ho da dargli un'altra commissione! Forza!'Capirai quanto sto male. Mi imbarco sempre in cose impossibili...e ci godo.
Ma stavolta mi sono stufata, stavolta ho deciso di impormi su quel carattere smidollato che mi ritrovo, e perciò ti racconto cosa ho fatto ieri...
Qualche giorno fa, Karl mi aveva chiamato nel suo ufficio per parlarmi del lavoro che avevo svolto con Ted. Era una convocazione per complimentarsi con il mio lavoro, ma anche con quello dello "sfacciatamente bravo nuovo arrivato" che è Ted. Quando la palpebra del mio occhio sinistro prese a vibrare a causa di una deficienza nervosa del sistema parasimpatico...dovuta allo stress, Karl menzionò una riunione da tenersi in quello stesso ufficio il giorno seguente. Lo scopo era quello di decidere il titolo dell'articolo e particolari poco importanti quali l'ordine dei nomi degli autori. Poco importanti...poco importanti per chi? Ogni scrittore, giornalista, persino attore sa, che sul libro, sul giornale, sulla locandina, l'ordine dei nomi è fondamentale. Trovare il proprio nome in cima alla locandina o dritto sotto l'articolo è ciò che può ritenersi più ambito, l'ideale coronazione degli sforzi, il raggiungimento della fama, dell'appagamento per il lavoro svolto. L'indomani si sarebbe deciso di questi "insignificanti" particolari.
'Bene Flora, domani decideremo su alcuni particolari dell'articolo che pubblicheremo nello speciale...dovresti chiamare Ted,' disse Karl.
Giunsi alla mia scrivania, alzai la campanula e chiamai Ted.
'Pronto Ted, ciao, sono Flora,' seguirono inutili ciancierie sul "come stai?", "cosa fai?", "davvero carina quella sciarpa",
'ma chi vuoi che ci creda, te la arrotolo al collo la sciarpa io a te!'.
'Benissimo Ted, grazie. No, non sto facendo nulla di speciale in questi giorni...ah, mi fa piacere che le sia piaciuta,' in quell'istante spezzai la matita che stringevo nella zampa,
'posso passare da te più tardi? ho delle cose di lavoro da dirti...,' seguì uno scontatissimo,
'ma certo!'In serata, di ritorno dal lavoro passai per casa di Ted. Una volta entrata gli spiegai che il giorno seguente ci sarebbe stata una riunione.
'Karl ci deve dire alcune cose riguardo all'articolo...nulla di troppo importante,' gli dico con falso disinteresse.
'Oh beh, a che ora dovrei venire?,' chiese con fare zelante, da bravo scoiattolo scout.
'8:30,' risposi sorridendo.
Il resto della serata passò con quattro chiacchiere innocue e a mio parere superflue e subdole...finquando, non mi si presentò l'occasione più invitante che potessi immaginare. Stavo bevendo un po' d'acqua in cucina quando Ted mi accompagnò nella sua stanza per farmi vedere dei nuovi schizzi a cui stava lavorando.
'Oh, fantastici,' replicai, quando alla coda dell'occhio mi balzò un oggetto essenziale: la sveglia.
Ted aveva una sveglia tipica...un sistema rudimentale che riproduce il canto di un uccello molto fastidioso. Un lampo di perfidia mi colse, attesi qualche istante, il tempo che lui frugasse tra i suoi cassetti che ZAC! Le mie zampe erano già su quell'affarino, lo regolai...spostando la sveglia dalle 7:30 del mattino alle 8:30. Con destrezza di cui io stessa mi stupisco, subito rimisi a posto l'oggetto, nella medesima posizione in cui era.
Mi congedai poco dopo, con un misto di eccitazione e colpa nel cuore.
Il giorno dopo...
'Dove diavolo sarà finito Ted, insomma!,'sbraitava Karl dietro la sua scrivania. Di recente era ingrassato ancora di più, colpa la dieta ipercalorica della moglie che continuava a rimpinzarlo di burro d'arachidi. Stretto come in una morsa tra la sua pancia e la scrivania giunse presto ad una conclusione, dolorosa, ma necessaria.
'Eh vabé, non possiamo aspettare oltre! Questo è un giornale serio dove gli orari vengono rispettati...'Risultato. Io ho deciso il titolo dell'articolo, mio è il nome che comparirà alla fine di esso. Finalmente una pubblicazione...
Ted arrivò trafelato alle 9 passate.
'Scusatemi, davvero...non so, la sveglia ha suonato in ritardo, ieri sera era così tardi...', prese a dire, mentre io sedevo comoda nella sedia di fronte alla scrivania di Karl.
'Oh, ormai è fatta Ted!' disse Karl, e io mi alzai, felice e soddisfatta per la mia vendetta.
Quando giunsi alla mia postazione, Ted si avvicinò.
'Flora, è davvero grandioso che tu abbia questa pubblicazione,' disse con un tono che sospetto sia stato sincero,
'volevo invitarti a cena venerdì sera,' disse, mentre io già pensavo
'MEDICO, chiamate un medico!,', ma prima che il mio pelo potesse diventare più irsuto di quello di un riccio, fui subito ritrascinata sulla terra, con il suo corredo di amarezze e noci bacate al seguito.
'Siamo Euphrasia ed io, e tu col tuo compagno se vuoi venire...'.
'Compagno?', pensai. Millisecondi mi dividevano da una risposta dall'importanza vitale.
'Puoi sempre dire la verità, che non hai nessuno al momento...Stai zitta, come puoi affossarti così? digli di si...e poi chi ci porti? insomma chi? no, è meglio dire la verità!...,ma no, non puoi dargliela vinta, troverai qualcuno, ma chi?,' cominciavo a sudare freddo,
'che gli dico, che gli dico?.
'Certo Ted, Pigamo ed io verremo di certo,' -
'Pigamo? Ma da dove ti è saltato in mente? Pigamo! tra tutti i tizi che conosci scegli giusto lui!',
'Ah, mi fa piacere stiate insieme,' disse con aria perplessa,
'allora a venerdì, ci conto!'Lo salutai con la zampa, ma appena fu uscito dalla mia visuale approfittai per stringerla attorno al mio collo, per strozzarmi.
'E adesso come faccio? cosa gli dico a Pigamo?'.