Ne sono così stupidamente orgogliosa che lo posto pure qui, senza alcuna vergogna per il titolo o il decoro della sezione.
Se qualcuno ritiene la lettura lesiva della sua sensibilità o della sua intelligenza, come già è accaduto, può andare ad esprimere le proprie rimostranze, gentilmente,
qui, magari usufruendo del pratico
servizio bus.
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Della Moralità del Rutto
Ovvero come il Rutto Umano sia gesto pregno di profonda nobiltà e trascendenza filosofica, status da troppo tempo negatogli da norme dispotiche ed ottusi cliché vittoriani.
Assumiamo come presupposti base i seguenti postulati:
1) Trattenere eventuali ruttini facendoli filtrare su dal naso arreca una sensazione sgradevole
2) Tutto l'Universo ruota attorno a °_°
Ci è possibile, forti di queste premesse, operare le seguenti considerazioni.
Consideriamo l'anima umana come entità supermaterica abitante del corpo umano e del corpo medesimo governatrice. Ne consegue, grazie ad un immediato processo deduttivo, che è l'anima umana, provvista di base comune alla forma a priori 'umano' (l'inconscio collettivo Jungiano) a stabilire cosa per l'umanità sia o non sia 'natura' (natura che va a coincidere, inevitabilmente, con la natura dell'Anima stessa).
E' d'uopo notare, inoltre, come, al pari del corpo lasciato in stato di moto rettilineo uniforme che non cambia lo stato medesimo se non sotto chiara coercizione operata da un'altra forza, l'anima si debba adoperare per favorire la concretizzazione della sua Natura in Atto. Sarebbe quantomeno irragionevole sostenere il contrario, anche alla luce delle teorie darwiniste sulle logiche della
fitness.
Natura dell'Anima è, come spesso allegri stregoni in tonaca bianca convinti di sapere tutto per trascendenza divina tendono a ricordarci, ricongiungersi al Principio Creatore, altresì individuabile con il Fulcro dell'Universo.
L'Anima, dunque, brama ricongiungersi a °_°, per l'ipotesi n.2.
E' compito dell'Anima, dunque, condurre il corpo, suo suddito, al compimento dei suoi voleri, persuadendolo a perseguire i suoi fini con gli stessi stratagemmi che si possono osservare in natura in quanto adottati dai fiori (ricompense in termini di nutrimento agli insetti in cambio dello spargimento del polline).
Tale meccanismo si converte, nei rapporti dicotomici anima/corpo, in termini di
sensazioni gradevoli o sgradevoli elargite dall'Anima al corpo.
Dunque è logico pensare che sia Natura (in quanto espressione di un'identità tra volontà dell'Anima e azione del Corpo) tutto quanto arrechi sensazioni piacevoli al Corpo, e che, per contro, tutto quanto sia motivo di frustrazione ed infelicità sia identificabile con la Contronatura.
Posta l'assunzione della proposizione ipotetica nr.1, 'Trattenere eventuali ruttini facendoli filtrare su dal naso arreca una sensazione sgradevole', non si può non convenire che la pratica del trattenere i rutti sia una forma di Contronatura, in quanto disobbediente ai dettami dell'Anima.
Assunto, dunque, che l'Anima VUOLE la consumazione del RUTTO, non resta che considerare il
perché di tutto questo arrabattarsi dell'Anima, previa esposto.
L'Anima, si era detto, cerca di ricongiungersi al Principio Creatore Fulcro dell'Universo, ovvero a °_°.
Dunque il Rutto, in qualche modo, deve facilitare il compito dell'Anima.
Conclusione ovvia ed inoppugnabile, ergo, è quanto da anni cerco di sostenere, ovvero
che ogni volta che un essere umano fa un rutto un pezzetto della sua Anima vola via e si ricongiunge al Tutto, che poi sarebbe °_°.
E qui bisognerebbe iniziare a dissertare sull'ignobile, blasfema immoralità di pratiche quali la buona educazione, incaricate da sempre di inaridire manifestazioni ruttuose e similari, ma il discorso si farebbe troppo lungo.