Analfabeta
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| …..Il silenzio di questo posto mi fa paura. Non riesco a non pensare alla battaglia, alle grida di morte e distruzione e ora che la città tace ne ho paura. Immagino il suo fantasma che mi guarda violare l’innaturale tranquillità discesa sulle ceneri della capitale.Mi osserva proseguire,adagio ma senza esitamenti.Sente il mio battito,il mio respiro. Ma sta zitto. E io ho paura. Le strade sono poco riconoscibili.Le più affollate di gente e venditori ambulanti,le più trafficate dai forestieri,le strade dei mercati e quelle dei divertimenti ai cui lati moltitudini di artisti e satiri del tempo si esibivano hanno cambiato volto.Era una gioia uscire per le commesse,portata a spalla da uno dei miei genitori, perché sapevo che dai vicoli secondari ove c’erano la maggior parte delle botteghe che giorno dopo giorno lavoravano senza sosta nel retroscena della città,proprio come la mia famiglia, sbrigando lavori su commissione dei più grandi signori dell’impero e portando avanti con onore e maestria una tradizione secolare,sarei sbucata all’improvviso nell’atmosfera chiassosa e festosa al contempo di queste luminose strade.Era come trovarsi davanti alla meraviglia,musica e colori e miscuglio di razze,un circo a cielo aperto che confluiva tutto in direzione del palazzo reale.Maschio e serio,arroccato sulla parte più alta della città,il palazzo reale si stagliava contro un cielo immenso.Era alto,le sue forme sinuose e di una bellezza artistica stupefacente.Le sue vivaci vetrate irradiavano i colori dell’arcobaleno tutto intorno al palazzo e all’interno dei verdeggianti giardini.La sua vista era rassicurante,vegliva sempre vigile sul popolo come farebbe un padre con la sua famiglia.Forse è questa immagine che mi faceva nutrire in esso un sentimento di riverenza e devozione,lo stesso che ci porta a trattare qualcuno con deferenza. Continuo a camminare,ogni tanto incontro sul mio percorso qualche ostacolo.Si tratta di rovine,le aggiro con facilità.Al nuovo ostacolo però mi fermo.Mi fermo a guardare una famigliola di topolini che sgattaiola da sotto i massi e si infila nelle buche della strada.E finalmente un sorriso,dopotutto una città esiste ancora,la loro,quella sotterranea! Vado avanti.Il mio cuore sussulta per ogni pietra su cui si poggiano i miei occhi,nella mia mente si scatena una fiera di pensieri e ricordi.Ho imboccato una stradina secondaria,ancora più malridotta delle altre della quale sembra essere stato anche cancellato il segno sulla terra.E’ la stradina che una volta conduceva alla casa della mia famiglia,la mia casa.Vado ancora avanti,il respiro più pesante,il cuore è una trivella.......... |