Wright!-Scrittura Creativa-

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L'angolo di Kathrina, --da non perdere--
view post Posted on 7/12/2007, 22:45Quote
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...I belong to me...

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Status: Offline: ultima azione eseguita il 8/11/2009, 18:38


La penna di una scrittrice in erba..., ma ancora per poco...

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view post Posted on 7/12/2007, 22:47Quote

Analfabeta

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Status: Offline: ultima azione eseguita il 2/3/2009, 16:25


L'orizzonte si estende,cupo ma maestoso,dinnanzi ai miei occhi.Le rovine di quella che un tempo era la florida capitale dell'impero si intravedono in lontananza,coperte da una coltre di polvere.Delle alte mura poste a protezione degli abitanti oramai non rimane più nulla.Una volta la loro vista suscitava imponenza e maestosità,ciò che ho dinnanzi ora è solo una corona di ciottoli,fragile dentellatura che contorna un perimetro che la luce si rifiuta di rischiarare.
Gli splendidi palazzi di quel tempo a me caro non sono più in piedi,anche il loro ricordo è oramai sbiadito nella memoria del popolo.A guardarla ora il cuore si stringe e batte singhiozzando,agli angoli degli occhi perle di lacrime.La città è un fantasma di se stessa,l’ombra la sua veste.Le strade sono invase da cumuli di pietre e calcinacci sopra i quali il tempo ha lasciato che crescesse una purificata vegetazione,la sola cha ancora si ostina testarda a risorgere in un luogo funestato da sciagure e rinnegato da tutto il mondo.I suoi stessi figli l’hanno maledetto.Ed ora rieccomi.Molto tempo è passato dal giorno della battaglia e proprio allora giurai che non vi avrei più fatto ritorno.Ma le cose cambiano,soprattutto per la figlia di una terra maledetta come me.



Edited by Anastasia Biverausen - 16/1/2008, 12:05
 
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view post Posted on 9/12/2007, 18:25Quote

Analfabeta

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Status: Offline: ultima azione eseguita il 2/3/2009, 16:25


……Ero una bambina l’ultima volta che guardai questo paesaggio, ricordo che piangevo. E adesso come allora piango. Le lacrime che piovendo dagli occhi discendono le guance poco discretamente, peregrinano sul mio volto,come un fiume nel suo letto ondulato scorre secondo il suo perpetuo moto, e che giungono a lambire le labbra hanno lo stesso sapore in ogni occasione, l’hanno sempre avuto. Cha sia gioia, che sia dolore esse rimangono salate. Talvolta di un salato che è piacevole assaggiare. Eppure quel giorno le lacrime non erano semplicemente salate. Erano amare. Tristemente amare. Così mi sembravano, talmente amare da essere insopportabili e io stavo male. Ricordo la mia disperazione, mia doppia disperazione. Primo per quello che ci stava accadendo,ci stavano uccidendo. Secondo perché le lacrime erano insopportabili e io non riuscivo a smettere di piangere, anzi, più ci provavo più esse non smettevano di cadere goccioloni anche dal naso invadendo le narici. Era inutile, non potevo opporre resistenza a quella manifestazione fisica del terribile stato d’animo in cui versava una bambina che aveva appena capito cosa significava lo sterminio di una popolazione inerme. Da quel momento la morte non ha smesso di essermi compagna.
Mi faccio coraggio, tiro su col naso e appoggio la mano destra sulla fondina che custodisce la mia arma,agganciata alla cintura sul fianco destro, per sentirmi più sicura. Allora scendo. A piedi. Decido di lasciare il mio veicolo parcheggiato sulla collina e nonostante non ci sia anima viva nel raggio di chilometri adotto le mie oramai consuete misure di sicurezza. Il grosso quattro ruote che mi accompagna ha una storia particolare. Si tratta di un regalo in realtà, poi modificato secondo le mie esigenze, ma rimane un regalo molto gradito. Fa parte del mio equipaggiamento da molti anni. Sì devo riconoscerlo, sono un’abitudinaria. Ma per me tutto ciò che è sicuro ed efficace diviene un’abitudine. Da semplice automezzo di trasporto è divenuto con gli anni una autentica macchina da guerra. All’interno computer di ogni tipo ,dal semplice localizzatore di corpi estranei fino ai dispositivi che permettono il controllo a distanza di altri computer. La tecnologia in dotazione permette anche di modificare non solo l’aspetto esterno della carrozzeria,ma anche la ragione stessa del veicolo. Da terrestre ad acquatico. Giudarlo mi rilassa, talvolta mi rilassa anche lasciarmi guidare. Siamo legati da talmente tanto tempo che gli ho dato un nome, Linus, sì è bizzarro. Anche Linus lo è. Sigillo l’abitacolo, attivo l’allarme, controllo che le ruote siano bloccate e che il veicolo sia ben agganciato al suolo per mezzo di una catena,proprio come l’ancora di una nave. Ultimo girotondo attorno al mezzo per assicurarmi che neppure una virgola sia fuori posto. Quindi si scende finalmente a fare i conti col proprio passato…..
 
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view post Posted on 16/1/2008, 02:24Quote
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Dai diamanti non nasce niente, dal letame nascono i fiori.
E io di letame, modestamente, ne ho da vendere.

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Status: Offline: ultima azione eseguita il 29/11/2009, 23:35


:cry:

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Se sono impazzito è una grazia! Gli Dèi compatiscano chi, nel suo cinismo, riesce a conservare la Ragione sino al momento orribile della fine! Vieni e impazzisci finché lui ci chiama con l'intenzione di perdonarci!!
Howard Phillips Lovecraft


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ксел'лотатх валкхарвич
E gli altri scivoleranno nella Follia al mio ritorno...


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Non v'e' rimedio per la nascita e la morte, salvo godersi l'intervallo.
Arthur Schopenhauer

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In hoc signo vinces.


 
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view post Posted on 18/1/2008, 20:17Quote

Analfabeta

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Status: Offline: ultima azione eseguita il 2/3/2009, 16:25


…..Il silenzio di questo posto mi fa paura. Non riesco a non pensare alla battaglia, alle grida di morte e distruzione e ora che la città tace ne ho paura. Immagino il suo fantasma che mi guarda violare l’innaturale tranquillità discesa sulle ceneri della capitale.Mi osserva proseguire,adagio ma senza esitamenti.Sente il mio battito,il mio respiro. Ma sta zitto. E io ho paura.
Le strade sono poco riconoscibili.Le più affollate di gente e venditori ambulanti,le più trafficate dai forestieri,le strade dei mercati e quelle dei divertimenti ai cui lati moltitudini di artisti e satiri del tempo si esibivano hanno cambiato volto.Era una gioia uscire per le commesse,portata a spalla da uno dei miei genitori, perché sapevo che dai vicoli secondari ove c’erano la maggior parte delle botteghe che giorno dopo giorno lavoravano senza sosta nel retroscena della città,proprio come la mia famiglia, sbrigando lavori su commissione dei più grandi signori dell’impero e portando avanti con onore e maestria una tradizione secolare,sarei sbucata all’improvviso nell’atmosfera chiassosa e festosa al contempo di queste luminose strade.Era come trovarsi davanti alla meraviglia,musica e colori e miscuglio di razze,un circo a cielo aperto che confluiva tutto in direzione del palazzo reale.Maschio e serio,arroccato sulla parte più alta della città,il palazzo reale si stagliava contro un cielo immenso.Era alto,le sue forme sinuose e di una bellezza artistica stupefacente.Le sue vivaci vetrate irradiavano i colori dell’arcobaleno tutto intorno al palazzo e all’interno dei verdeggianti giardini.La sua vista era rassicurante,vegliva sempre vigile sul popolo come farebbe un padre con la sua famiglia.Forse è questa immagine che mi faceva nutrire in esso un sentimento di riverenza e devozione,lo stesso che ci porta a trattare qualcuno con deferenza.
Continuo a camminare,ogni tanto incontro sul mio percorso qualche ostacolo.Si tratta di rovine,le aggiro con facilità.Al nuovo ostacolo però mi fermo.Mi fermo a guardare una famigliola di topolini che sgattaiola da sotto i massi e si infila nelle buche della strada.E finalmente un sorriso,dopotutto una città esiste ancora,la loro,quella sotterranea!
Vado avanti.Il mio cuore sussulta per ogni pietra su cui si poggiano i miei occhi,nella mia mente si scatena una fiera di pensieri e ricordi.Ho imboccato una stradina secondaria,ancora più malridotta delle altre della quale sembra essere stato anche cancellato il segno sulla terra.E’ la stradina che una volta conduceva alla casa della mia famiglia,la mia casa.Vado ancora avanti,il respiro più pesante,il cuore è una trivella..........
 
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4 replies since 7/12/2007, 22:45
 
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